7.1.26

Flexo Calculator mobile 1.3.8

FlexoCalculator mobile 1.3.8 nuove funzionalità.

Sezione Distorsione:

  • Il poliestere per il montaggio indiretto ora supporta gli spessori 250 e 350µ.

Aggiunto il supporto per iOS 26.x

Aggiunto il supporto per iPhone 16 ed iPhone 17.

Rinnovata la grafica con il pieno supporto di Liquid Glass.

Migliorato il funzionamento su macOS via Catalyst.


Link all' App Store:
https://itunes.apple.com/it/app/flexocalculator/id1325603568

Buon download.

1.1.26

ARBE λ* - Open colour models. Physically grounded.


Cito dalle loro pagine:

"Arbe-lambda-star.com segna un nuovo inizio.

Prosegue le idee sviluppate nel contesto delle iniziative sul colore libero — non come successore legale, ma sotto lo stesso presupposto fondamentale:
Il colore può essere descritto, compreso e comunicato utilizzando modelli aperti, matematici e basati su principi fisici.

Di cosa tratta questo progetto

Oggi il colore deve funzionare attraverso strumenti digitali, materiali fisici, processi produttivi e condizioni di illuminazione variabili.

Questo richiede più di una semplice corrispondenza visiva o di cataloghi di colori proprietari. Richiede modelli calcolabili, confrontabili e riproducibili.

ARBE λ* è un framework che affronta il colore non solo come apparenza, ma come equilibrio tra luce, assorbimento e riflessione.

Perché era necessario un nuovo inizio

Per molti anni, iniziative come freieFarbe hanno dimostrato che il colore non deve essere vincolato a sistemi proprietari per funzionare.

Quel lavoro è terminato — ma le domande di fondo no.

Oggi i flussi di lavoro sul colore affrontano nuove sfide:

  • catene di approvvigionamento globali,
  • diversità dei materiali,
  • metamerismo,
  • coerenza dei processi,
  • e riproducibilità a lungo termine.

arbe-lambda-star.com continua questa linea di pensiero dove le strutture organizzative si sono fermate, con gli strumenti e le domande scientifiche di oggi.

Il problema della pratica attuale sul colore

Il lavoro professionale sul colore si basa ancora fortemente su collezioni proprietarie, campioni specifici per il mezzo e sistemi dipendenti dai produttori.

Di conseguenza, i sistemi di colore sono raramente compatibili, le conversioni sono limitate o impossibili e le decisioni sul colore vengono spesso prese “a occhio”.

Questo approccio è dispendioso in termini di tempo, soggetto a errori e non più adeguato ai flussi di lavoro moderni e interdisciplinari.

Il nostro approccio

Ci concentriamo su modelli di colore aperti e definiti matematicamente, come:

  • CIELAB per la descrizione percettiva del colore,
  • RGB per i sistemi digitali,
  • ARBE λ* come metrica basata su principi fisici.

Crediamo che il futuro risieda in modelli di colore liberamente accessibili e definiti matematicamente come CIELAB e RGB, integrati da metriche fisicamente fondate come ARBE λ*, che descrivono il colore non solo percettivamente ma anche in termini di luce ed energia.

Insieme, questi modelli permettono di calcolare il colore invece di indovinarlo, comunicarlo invece di tradurlo e riprodurlo invece di approssimarlo.

Cosa aggiunge ARBE λ*

ARBE λ* descrive il punto di equilibrio energetico di un colore — la lunghezza d’onda in cui assorbimento e riflessione sono in equilibrio.

Questo rende possibile confrontare i colori oltre l’apparenza, analizzare il comportamento del colore attraverso i materiali e capire perché i colori cambiano in condizioni diverse.

ARBE λ* non sostituisce i modelli di colore esistenti. Li estende con una prospettiva fisica.

Cosa significa “colore aperto” in questo contesto

Colore aperto non significa colore arbitrario.

Significa apertura invece di dipendenzatrasparenza invece di scatole nere, e comprensione invece di convenzione.

Il computer non è una limitazione per il colore. È il suo strumento più preciso.

Nota di trasparenza

arbe-lambda-star.com è un progetto indipendente. Non è il successore legale di alcuna associazione precedente. Continua idee e principi correlati in modo indipendente e in un nuovo contesto scientifico."


Link al sito ufficiale:

https://arbe-lambda-star.com/


Link al dizionario colore:

https://arbe-lambda-star.com/atlas/


Buona lettura.

25.11.25

TAGA italia - Verso uno standard universale per la stampa


"Dai test più recenti e dai documenti tecnici esaminati emerge un quadro coerente: è possibile definire uno standard internazionale per la gestione del colore che funzioni davvero lungo l’intera filiera, dalla progettazione alla stampa. La convergenza tra la proposta italiana presentate in ISO su definizione digitale degli spot color e il progetto UCD promosso nell’ambito della revisione della 12647-2 all’interno del ISO/TC 130 mostra che la strada è tracciata.

Il problema è noto: colori speciali specificati in modo “agnostico” rispetto al processo portano a scoprire troppo tardi che quel verde o quel rosa non sono riproducibili nel contesto reale, con perdite di tempo, materiali e denaro. Serve un linguaggio univoco che anticipi la fattibilità e riduca gli scarti.

[...]"

UCD (Universal Characterization Dataset) sembra aver intrapreso la corretta via per l'unificazione di ISO (TVI), CTV ed approccio G7 near-neutral. Si attendono a breve interessanti sviluppi sul fronte della gestione colore.


Link all'articolo completo su TAGA Italia:

https://www.tagaitalia.it/verso-uno-standard-universale-per-la-stampa/


Buona lettura.

19.11.25

I social ed i contenuti tecnici


Ultimamente nel soporifero scorrere serale dei post su Lin, mi imbatto sovente in “strabilianti” quanto “ovvi” contenuti tecnici di millantati specialisti della stampa. Poi, più per curiosità che altro, spronato da quella “deformazione professionale” che mi accompagna da anni al pari di una carogna sulle spalle / di un difetto inalienabile; leggi leggi, mi imbatto con sorpresa anche in errori grossolani, oppure in evidenti copia/incolla da altre fonti di tutto od in parte dei contenuti, senza leggere anche le gradite quanto dovute citazioni delle fonti.

I post sui social, in quanto tali, devono essere brevi, concisi, altrimenti annoiano e la gente skippa via; che senso ha quindi, mi chiedo, affrontate argomenti altamente tecnici, quindi necessariamente complessi, nella gabbia imposta dai social?

Seriamente oggigiorno i social e gli AI overview sono diventati le fonti da cui estrapolare contenuti affidabili? Seriamente un post di 200 caratteri ed un AI brief vi basta per soddisfare le vostre curiosità tecniche?

Se la vostra risposta è NO, non mi servono; mi chiedo allora quale sia la reale utilità di tutti questi post pseudo-tecnici ma così tanto, tanto social da invogliarvi a cliccarli.

Se la vostra risposta è SÌ, trovo utili questi breviari, ed è giusto trovarli nei social; beh… occhio ragazzi, mi permetto umilmente di suggerirvi di effettuare sempre uno scrupoloso double-check di quello che state leggendo, riverificandolo poi anche sui siti più accreditati. Magari spendendo più di quei 20-43” che dedichiamo solitamente ad una frettolosa lettura da social. 😉

E voi che fonti usate per le vostre ricerche tecniche sulla stampa?

31.10.25

Mattia fa le scatole



Mattia fa le scatole", è il docufilm – realizzato da ENIP-GCT in collaborazione con ARGI, ACIMGA, Assografici, Assocarta e con il patrocinio di Federazione Carta e Grafica - che nasce con l’obiettivo di valorizzare la filiera della Stampa e degli Imballaggi, rendendola attrattiva per i giovani.


Buona visione.

8.1.25

σ (sigma) e CFR, quante misure servono per il controllo di qualità?

Iniziamo subito con la solita frase rituale... se ti infastidiscono i numeri, “skippa e vai oltre”!
Almeno saprete immediatamente di che morte dovrete morire continuando in questa lettura. 😉


Per quelli che non hanno skippato; vi ricordate della curva “bruttina” che avevamo visto nel post del CFR? Eccola qui, ve la ripropongo:

Dicevamo che questa curva oltre che "bruttina" é definibile alquanto... lineare e sgranata, da cosa deriva questa sua forma? Questa sua forma bruttarella è data da un campione piuttosto esiguo (circa 80 valori) e molto variegato, con valori che vanno da 0 a 5 ∆E₀₀, in maniera molto lineare. Vi ricordate della curtosi vero?

Proviamo ora a chiederci: 
...come sarebbe stata la curva se invece di 80 campioni ne avessimo misurati 1000?
Detto-fatto vi accontento subito, nel video seguente vediamo come all’aumentare dei campioni la curva diventa sempre più morbida e meglio definita.


…Mauro, ma da dove arriva tutta sta mole di dati?

No, no, tranquilli, non ho fatto 1000 misure a mano (ci avrei messo una vita!), ho usato semplicemente un simulatore di misure casuali sviluppato dal sottoscritto in un famoso foglio di calcolo che inizia con la lettera "E" e finisce con "xcel".
Nel video vediamo come all’aumentare delle misure, anche se simulate come in questo caso, l'andamento della popolazione possa essere ipotizzato con sempre maggiore precisione; di contro una campionatura esigua é in grado di darci solo una vaga idea approssimativa della popolazione totale.

Questo piccolo esperimento ci aiuta a capire meglio come dovrebbe essere effettuato un campionamento di qualità statistico attuato in tiratura ed in parte risponde alla domanda che mi ero fatto in questo post relativamente alle difformità del supporto stampato. Guardando l’andamento della curva CFR si capisce come una singola misura alterata influisca sempre meno sul totale del campione nel momento in cui effettuiamo altre misure e valutiamo il campione nel suo complesso. Ovviamente la curva si sposterà verso un giudizio negativo all’aumentare delle difformità del supporto stampato. Stesso discorso vale per il giudizio sulla stabilità del sistema di stampa. Una tiratura di stampa stabile produrrà una curva CFR buona od ottima, mentre un sistema di stampa affetto da un alta variabilità produrrà una curva CFR mediocre o scadente.

Mauro ma che dici!??!! Io mica posso fare 1000 misure per ogni singolo stampato!!!
VERO! ma teniamo in dovuta considerazione alcune cose:
  1. tutta la campionatura non deve essere fatta individualmente su ogni singolo pezzo stampato, né tantomeno va fatta su ogni singolo centimetro dello stampato, può essere invece spalmata lungo tutta la tiratura in quanto la stabilità/omogeneità del sistema di stampa è una prerogativa meccanica del sistema flexo che si presuppone stabile e, nel caso, viene di volta in volta verificata effettuando una corretta ottimizzazione del sistema di stampa.
  2. più la campionatura è numerosa e più risulta essere veritiera / statisticamente probabile. Più sarà esigua e meno sarà veritiera / statisticamente significativa.
  3. ricordiamoci che la curva CFR cerca di rappresentare l'andamento del totale della popolazione (ossia della tiratura di stampa) basandosi sulle misure effettuate su una parte di essa (ossia il campione).
  4. la campionatura può essere fatta anche misurando un solo valore per ogni copia stampata; se la tiratura è ad esempio di 1.000 pezzi, basterà anche una singola misura fatta su ogni copia per iniziare ad avere una campionatura numerosa.
  5. risulta scontato che affidare la campionatura a strumenti e software specifici, che lavorano in linea al processo di stampa (e non fatta manualmente post-stampa), semplifica mostruosamente tutto il processo di controllo qualità.

In un recente post Eddy Hagen ha voluto enfatizzare come i controlli in linea delle macchine da stampa possano trasformarsi da una benedizione ad una maledizione, vedi qui:

Il post di Eddy è chiaramente provocatorio e vuole enfatizzare come in flessografia non sia possibile effettuare correzioni colore in tiratura specifiche per ogni singolo cm del prodotto stampato. Ed, in effetti, vedremo più avanti che questo tipo di valutazione, al fine del controllo qualità, non è assolutamente necessario.

...ma allora quando un ∆E₀₀ misurato risulta essere eccessivo, ed è da correggere?

Qui dobbiamo fare un distinguo su come ragionano i sistemi di controllo closed-loop .

Immaginiamo di avere a disposizione in macchina da stampa uno strumento in linea che sia in grado di misurare le scale di controllo. Data la natura delle macchine flexo, un sistema di controllo in linea non può effettuare correzioni colore per "sezioni" del lavoro stampato, così come avviene in una macchina da stampa offset, il sistema di controllo non potrà quindi agire in tempo reale sull'apertura o sulla chiusura dei calamai, visto che non ci sono, ma dovrà avere più un comportamento di tipo "statistico".
Nel momento in cui lo strumento dovesse misurare un valore di ∆E₀₀ superiore al target impostato, il sistema di controllo dovrà IMMEDIATAMENTE applicare delle correzioni in macchina per cercare di ridurre questa singola lettura errata?
Beh... direi propio di no, in quanto chi può dirci se la prossima copia avrà lo stesso valore "sballato"?
Ricordiamoci che molte volte una lettura fuori tolleranza è solo dovuta ad una difformità specifica di quella singola copia. Visto che il controllo qualità prevede che il 68,27% ossia 2σ (più della metà del campione) rientri nelle specifiche di produzione, può una singola lettura fuori tolleranza inficiare tutta la tiratura?
...quindi se una (1) singola lettura risulta fuori tolleranza cosa dobbiamo fare?
NIENTE! non dobbiamo fare proprio un bel niente!
Una singola lettura fuori tolleranza non incide sula qualità della produzione nel suo complesso.
Al contrario se la misura fuori tolleranza si presenta una volta, e poi ancora alla copia successiva e poi ancora... e così via fino a produrre una TENDENZA statisticamente significativa... allora SI, in quel caso il sistema di controllo dovrà attuare le azioni necessarie alla correzione NON della singola misura, ma della tendenza della produzione nel suo complesso, per fare in modo che questa rientri nelle tolleranze prestabilite dal contratto di fornitura.

Vedete adesso delinearsi meglio ed in un ottica più ampia come un controllo di qualità ragionato, sia qualcosa IN PIÙ rispetto ad una singola misura effettuata su una singola scaletta di controllo di una singola copia stampata.
La singola lettura fatta una-tantum può realmente essere considerata una roulette russa, al contrario le misure dell’andamento storico della produzione nel suo complesso non lo sono mai, anzi avere a disposizione un report storico relativo ALLA/E produzioni di un sistema di stampa flexo diventa un ottimo strumento di controllo sia della singola tiratura, che dello stato qualitativo generale di tutto il sistema di stampa nel suo complesso.

Buona misurazione.