4.3.26

Distorsione flexo & FlexoCalculator


Come molti di voi sapranno la stampa flessografica é gravata dalla distorsione del soggetto stampato nel verso del passo stampa, la causa di questa deformazione è dovuta fondamentalmente alle caratteristiche fisico-meccaniche dei materiali utilizzati per il trasferimento dell’inchiostro e, nello specifico, dal pacchetto di stampa composto da lastra flexo + biadesivo + eventuale camicia.
Qui sotto un breve schema che riassume il concetto:


L’entità di questa deformazione viene calcolata molto semplicemente, con le seguenti formule:

Da cui si deriva la percentuale di deformazione con:
E fin qui non c’è nulla di complicato, basterà quindi applicare in prestampa la giusta percentuale di accorciamento nel verso di stampa, per compensare la deformazione dovuta al montaggio in macchina dell’impianto flessografico. Tutto semplice e lineare, ma… a questo punto c’è sempre un ma.

Quello che queste formule (volutamente semplificate), non tengono in considerazione é che la stampa flexo comporta inevitabilmente anche una certa compressione di stampa fra cliché e supporto stampato. Questa interferenza, solitamente di ~150µ, viene poi ripartita fra lastra flexo e biadesivo con percentuali relative alla durezza (misurabile in gradi Shore) dei materiali stessi.
Chiariamo graficamente di cosa stiamo parlando grazie a queste belle immagini gentilmente forniteci da flexo•expert.


Le cose sembrano ora complicarsi leggermente vero?
Come facciamo allora a calcolare comodamente la deformazione da applicare in prestampa?

Nessun problema, per effettuare un rapido calcolo possiamo usare FlexoCalculator.
Questa semplice app vi permette di inserire e modificare in modo dinamico tutte le variabili implicate nel calcolo della deformazione flexo, ottenendo poi in tempo reale la giusta percentuale di deformazione da applicare al file digitale.

L’app raggruppa i parametri interessati per argomento, avremo quindi la sezione riguardante spessore e durezza della lastra flexo:

(piccola nota a margine per i più nerd: il selettore -mylar consente di applicare se attivo la formula Cyrel 1974 per il calcolo “t”, questa formula è deprecata ma il selettore resta per questioni di retro-compatibilità e/o eventuali verifiche di calcolo. Si consiglia quindi di lasciarlo disattivato).

Abbiamo poi la sezione con spessore e durezza del biadesivo:

(per i più nerd: le misure posso essere espresse sia in mm che in inches, mentre le durezze sia in gradi Shore A che Shore OO oppure in generici morbido, medio duro etc.).

Semplicemente inserendo i dovuti parametri di spessore e durezza vedremo i risultati calcolati dinamicamente nella sezione specifica:

Tralasciando gli altri numeri, quello di cui abbiamo bisogno è appunto l’accorciamento percentuale da applicare in prestampa. Avendo calcolato la giusta % di accorciamento, potremmo ora anche verificare con la “prova del 9” se i  parametri calcolati in via teorica, rispecchiano quelli realmente in essere nella macchina da stampa.
Mauro, ma in cosa consiste questa prova di verifica?
La “prova del 9” consta in tre semplici passaggi:
  1. In fase di ottimizzazione della macchina da stampa basterà aggiungere alla forma test di stampa una misura nota di riferimento (non accorciata) che useremo poi successivamente come riferimento di allungamento stampato.
  2. Una volta stampato il fingerprint (monocromatico o multicolore fa lo stesso), basterà misurare il riferimento non accorciato ed inserire in FlexoCalculator la misura “digitale” del riferimento e la relativa misura ottenuta in stampa.

  3. Per ottenere così nell’apposita sezione “check” un immediato resoconto sul confronto fra l’accorciamento calcolato in forma teorica e la reale misura ottenuta in stampa. Lo sfondo di questa sezione sarà verde quando la misura “K check” é uguale al K teorico calcolato +/-1mm.
     
    Lo sfondo sarà invece arancione per uno scostamento di +/-2mm. 
    E diviene infine rosso per scostamenti oltre i +/-3mm.
Un ultima nota meritano le sezioni relative al tipo di montaggio ed al passo stampa.

La sezione dedicata al tipo di montaggio vi permetterà di adattare semplicemente i calcoli della distorsione al tipo di macchina da stampa in uso, questa sezione supporta sia il montaggio diretto su maniche di stampa (supportando anche le maniche twin), che il montaggio indiretto su camice. Nel caso delle camicie potrete anche inserire gli spessori di poliestere ed ammortizzante.


Infine la sezione relativa al passo stampa vi permetterà di calcolare e/o verificare rapidamente/dinamicamente il diametro della manica e/o il passo stampa.


Attivando il selettore posto vicino al diametro della manica faremo in modo che questo resti fissato e non subisca variazioni al cambio dello spessore lastra, biadesivo e pressione. In pratica viene attivato quando voglio calcolare il passo stampa partendo da un diametro manica prefissato o, viceversa, viene disattivato quando voglio sapere che diametro manica devo utilizzare partendo da un passo stampa predefinito.

Link all' App Store:
https://itunes.apple.com/it/app/flexocalculator/id1325603568

Buon calcolo della distorsione.


2.3.26

ISO UCD e G7+ rivoluzione nella gestione colore

In questo video sponsorizzato da Techkon, Don Hutcheson ci spiega la rivoluzione che la nuova ISO UCD (Universal Characterization Dataset), grazie anche all’ausilio del metodo G7+, porterà nella gestione colore per tutti i tipi di stampa: lito, gravure, offset, flexo, digitale etc.

Link al video su Vimeo:

https://vimeo.com/1168253606/30702a0fb7?share=copy&fl=sv&fe=ci

Buona visione.

1.3.26

Flexo Calculator mobile 1.3.9

FlexoCalculator mobile 1.3.9.

Problemi risolti.

    Sezione Distorsione:

  • ora il passo stampa ed il diametro manica funzionano anche con misure in inches.

Nuove funzionalità.

    Sezione Distorsione:

  • Aggiunto selettore per utilizzare/non-utilizzare la formula Cyrel 1974 nel calcolo “t”.
  • Aggiunta la sezione print-check. Questa sezione vi permette di verificare se la deformazione realmente ottenuta in stampa corrisponde aIla deformazione calcolata in via teorica.
  • Aggiunto il selettore Automatic-check. Questo tasto assegna automaticamente la misura in stampa = al valore teorico calcolato.
  • Aggiunti snap automatici per le compressioni di stampa.
    Tutte le sezioni:
  • Ora i colori di sfondo per alcuni campi possono essere personalizzati dal tab Help. Questo vi permetterà di customizzare i colori della vostra app come meglio vi aggrada. I colori scelti cambiano per light o dark mode. I colori scelti vengono ricordati dall’app, basta “shakerare” il device quando siete nel tab Help per reimpostare i colori di default.
Link all' App Store:
https://itunes.apple.com/it/app/flexocalculator/id1325603568

Buon download.

7.1.26

Flexo Calculator mobile 1.3.8

FlexoCalculator mobile 1.3.8 nuove funzionalità.

Sezione Distorsione:

  • Il poliestere per il montaggio indiretto ora supporta gli spessori 250 e 350µ.

Aggiunto il supporto per iOS 26.x

Aggiunto il supporto per iPhone 16 ed iPhone 17.

Rinnovata la grafica con il pieno supporto di Liquid Glass.

Migliorato il funzionamento su macOS via Catalyst.


Link all' App Store:
https://itunes.apple.com/it/app/flexocalculator/id1325603568

Buon download.

1.1.26

ARBE λ* - Open colour models. Physically grounded.


Cito dalle loro pagine:

"Arbe-lambda-star.com segna un nuovo inizio.

Prosegue le idee sviluppate nel contesto delle iniziative sul colore libero — non come successore legale, ma sotto lo stesso presupposto fondamentale:
Il colore può essere descritto, compreso e comunicato utilizzando modelli aperti, matematici e basati su principi fisici.

Di cosa tratta questo progetto

Oggi il colore deve funzionare attraverso strumenti digitali, materiali fisici, processi produttivi e condizioni di illuminazione variabili.

Questo richiede più di una semplice corrispondenza visiva o di cataloghi di colori proprietari. Richiede modelli calcolabili, confrontabili e riproducibili.

ARBE λ* è un framework che affronta il colore non solo come apparenza, ma come equilibrio tra luce, assorbimento e riflessione.

Perché era necessario un nuovo inizio

Per molti anni, iniziative come freieFarbe hanno dimostrato che il colore non deve essere vincolato a sistemi proprietari per funzionare.

Quel lavoro è terminato — ma le domande di fondo no.

Oggi i flussi di lavoro sul colore affrontano nuove sfide:

  • catene di approvvigionamento globali,
  • diversità dei materiali,
  • metamerismo,
  • coerenza dei processi,
  • e riproducibilità a lungo termine.

arbe-lambda-star.com continua questa linea di pensiero dove le strutture organizzative si sono fermate, con gli strumenti e le domande scientifiche di oggi.

Il problema della pratica attuale sul colore

Il lavoro professionale sul colore si basa ancora fortemente su collezioni proprietarie, campioni specifici per il mezzo e sistemi dipendenti dai produttori.

Di conseguenza, i sistemi di colore sono raramente compatibili, le conversioni sono limitate o impossibili e le decisioni sul colore vengono spesso prese “a occhio”.

Questo approccio è dispendioso in termini di tempo, soggetto a errori e non più adeguato ai flussi di lavoro moderni e interdisciplinari.

Il nostro approccio

Ci concentriamo su modelli di colore aperti e definiti matematicamente, come:

  • CIELAB per la descrizione percettiva del colore,
  • RGB per i sistemi digitali,
  • ARBE λ* come metrica basata su principi fisici.

Crediamo che il futuro risieda in modelli di colore liberamente accessibili e definiti matematicamente come CIELAB e RGB, integrati da metriche fisicamente fondate come ARBE λ*, che descrivono il colore non solo percettivamente ma anche in termini di luce ed energia.

Insieme, questi modelli permettono di calcolare il colore invece di indovinarlo, comunicarlo invece di tradurlo e riprodurlo invece di approssimarlo.

Cosa aggiunge ARBE λ*

ARBE λ* descrive il punto di equilibrio energetico di un colore — la lunghezza d’onda in cui assorbimento e riflessione sono in equilibrio.

Questo rende possibile confrontare i colori oltre l’apparenza, analizzare il comportamento del colore attraverso i materiali e capire perché i colori cambiano in condizioni diverse.

ARBE λ* non sostituisce i modelli di colore esistenti. Li estende con una prospettiva fisica.

Cosa significa “colore aperto” in questo contesto

Colore aperto non significa colore arbitrario.

Significa apertura invece di dipendenzatrasparenza invece di scatole nere, e comprensione invece di convenzione.

Il computer non è una limitazione per il colore. È il suo strumento più preciso.

Nota di trasparenza

arbe-lambda-star.com è un progetto indipendente. Non è il successore legale di alcuna associazione precedente. Continua idee e principi correlati in modo indipendente e in un nuovo contesto scientifico."


Link al sito ufficiale:

https://arbe-lambda-star.com/


Link al dizionario colore:

https://arbe-lambda-star.com/atlas/


Buona lettura.

25.11.25

TAGA italia - Verso uno standard universale per la stampa


"Dai test più recenti e dai documenti tecnici esaminati emerge un quadro coerente: è possibile definire uno standard internazionale per la gestione del colore che funzioni davvero lungo l’intera filiera, dalla progettazione alla stampa. La convergenza tra la proposta italiana presentate in ISO su definizione digitale degli spot color e il progetto UCD promosso nell’ambito della revisione della 12647-2 all’interno del ISO/TC 130 mostra che la strada è tracciata.

Il problema è noto: colori speciali specificati in modo “agnostico” rispetto al processo portano a scoprire troppo tardi che quel verde o quel rosa non sono riproducibili nel contesto reale, con perdite di tempo, materiali e denaro. Serve un linguaggio univoco che anticipi la fattibilità e riduca gli scarti.

[...]"

UCD (Universal Characterization Dataset) sembra aver intrapreso la corretta via per l'unificazione di ISO (TVI), CTV ed approccio G7 near-neutral. Si attendono a breve interessanti sviluppi sul fronte della gestione colore.


Link all'articolo completo su TAGA Italia:

https://www.tagaitalia.it/verso-uno-standard-universale-per-la-stampa/


Buona lettura.