- Esistono numerose versioni del formato PDF, dalla 1.0 del 1993, passando per la 1.1 (1994), alla 1.2 (1996), alla 1.3 (1999) etc. etc., fino ad arrivare alla recentissima 2.0 (2017).
- Non tutte le versioni PDF supportano gli oggetti trasparenti. Se salvi il tuo lavoro in PS oppure in una versione PDF datata, i tuoi oggetti trasparenti verranno rasterizzati, generando poi problemi in stampa.
- PDF/X non è una malattia, ma un formato che ti aiuta a risolvere (molti) dei problemi di stampa del tuo documento.
- L’uso del formato PDF/X è gratuito! Devi solo ricordarti di usarlo … non serve altro. È già incluso nelle suite Adobe.
- Esistono diverse versioni delle specifiche PDF/X; dalla 1a alla 3 alla 4 etc.
- GWG.ORG non è un sito contagioso; è il posto giusto da cui scaricare le impostazioni da usare per il salvataggio dei tuoi lavori secondo le specifiche PDF/X-Plus. Se un PDF/X generico ti aiuta a risolvere la maggior parte dei problemi di stampa; GWG è in grado di darti un aiuto superiore, può ridurre sensibilmente gli errori in stampa ed i risultati inattesi.
- Le risorse distribuite da GWG sono anch’esse gratuite! Devi solo scaricarle, installarle ed usarle con la tua suite Adobe.
- I documenti PDF posso contenere anche animazioni, filmati, oggetti 3D, ed un sacco di altre cose “incompatibili” con il processo di stampa. GWG ti aiuta ad isolare ed eliminare questo tipo di oggetti non stampabili.
- Adobe Acrobat professional ti permette di effettuare un Preflight dei documenti PDF per verificare se sono GWG compliance. Questo strumento è gratuito ed incluso nel pacchetto.
- Se usi le specifiche GWG non ti devi più preoccupare di quale versione PDF usare, né di sapere su quale versione PDF/X si basano. Ci pensano le specifiche GWG ad impostare la versione PDF più adatta.
31.8.17
Le 10 cose che devi sapere sui PDF se vuoi fregiarti, a ragion veduta, del titolo di GRAFICO.
21.7.17
Essere produttivi od essere creativi ? - Una storia dal passato.
Prima di iniziare a tirare la forma test lineare, chiedo un foglio macchina stampato il giorno prima e mi appresto a fare qualche controllo di routine.
"Strano," - penso facendo le misurazioni - "stampano il nero a 2,5 ed il magenta a 1,0 ... ". "Gli schiacciamenti non sono malaccio, ma a quelle densità... che pieni!".
Finite le misure mi sposto in sala stampa. Prima dell'avviamento giro intorno alla 6 colori, parlo con Marcello. Lui è il capo macchina, ci siamo presentati poco prima, mani grosse "...cervello fino." - penso - il suo largo sorriso dai denti bianchissimi fa da contraltare alla sua tuta, stinta e macchiata di inchiostro ancora fresco. Mi guardo attorno, possiamo parlare liberamente, in sala stampa ora non ci sono nè i titolari nè i suoi colleghi pigiatasti. Nel chiacchierare cerco di carpire da Marcello qualche informazione basilare sullo stato della macchina da stampa; sul suo punto di vista sull'azienda. Per superare quella diffidenza di base, che ogni stampatore manifesta verso qualsivoglia "tecnico della stampa", ed entrare rapidamente in sintonia con Marcello, uso terminologie da stampatore, evito con cura termini informatici od accademici. Lui opera diligentemente e con sapienza, si muove agile attorno alla macchina, carica le lastre, prepara il mettifoglio, controlla i calamai. Velocemente si inizia a stampare, la forma test è pronta in poco tempo, qualche aggiustata alle densità una ritoccatina alla bagnatura e ci siamo. Mentre stampa Marcello mi confida che di solito deve caricare parecchio sul nero per ottenere i risultati desiderati. Sorrido fra me e me, "Chi meglio di lui può conoscere certi particolari?" - penso. Ringrazio Marcello, prendo dei campioni e mi sposto in prestampa per la misurazione dei fogli e per la creazione delle curve TVI.
Le curve sono pronte, dalle misurazioni si evince un vistoso problema di stampa sui castelli del nero e del magenta. Lo faccio presente al responsabile prestampa ed al titolare, ma loro decidono che queste anomalie non possono essere ricercate nella macchina da stampa e devono essere compensate con le curve TVI. Io rispondo "Ok, possiamo compensare queste differenze con le curve, è una vostra libera scelta, però sappiate che se la macchina da stampa si comporta diversamente fra un castello e l'altro un motivo dovrà pur esserci. Non sarebbe anche il caso di pianificare un controllo sulla macchina da stampa, per fare in modo che gli schiacciamenti siano omogenei su tutti i castelli?". Loro irremovibili mi chiedo di "aggiustare" il problema solo con le curve. "Già," - penso - "la soluzione più economica vince sempre!".
Come prova finale il titolare decide, visto che il suo cliente è qui ed è in attesa di partecipare all'avviamento, di usare le nuove curve su un lavoro che sta andando in stampa proprio adesso.
Facciamo le lastre, poi le portiamo in sala stampa. Marcello lesto prepara la macchina e nel giro di poco escono i fogli sporchi. Si fa il registro ... si va in carica ... ecco le prime copie "buone" appoggiate sul banco macchina. Il soggetto stampato è composto da fotografie d'arte, interni di una villa d'epoca, statue di marmo lucido, in alcune aree si vedono particolari chiarissimi, in altre colori sgargianti.
Titolare e cliente li osservano in silenzio per lunghissimi interminabili secondi, poi il titolare sbuffa "...no! Non ci siamo! Non vedi come l'immagine è spenta? Non vedi che non urla???"
Altra pausa di silenzio, tutta la sala stampa è immobile ora in attesa di un singolo giudizio, in sottofondo il ronzio della 6 colori che gira lentamente, placida. Osservo il cliente che guarda le stampe con l'espressione di chi non sa esattamente dove dover guardare. Però lo fa con precisione assoluta, avvicinandosi ed allontanandosi dal foglio stampato con il viso crucciato. Poi guardo Marcello, che con la sua solita aria annoiata aspetta semplicemente gli ordini del titolare. "Manca contrasto! Il colore deve essere più vivo! Il nero più scheletrico! Marcello dai! Alza il nero ... abbassa il Magenta!". L'avviamento va avanti per diverso tempo durante il quale Marcello non fa una misura che sia una, ed il titolare, guardando il foglio stampato, gli chiede di aumentare od abbassare le densità dei colori andando ad occhio. Nero e magenta sono i canali più critici. Dopo molte correzioni sui calamai e numerose stampe di prova, non resisto e decido di intervenire. "Scusate, posso verificare gli schiacciamenti?" - chiedo - "Si prego!" - risponde il titolare. Faccio le dovute misure, ed in effetti gli schiacciamenti di Nero e Magenta non sono ancora a posto. "Così non ne usciamo..." - dico. "Posso correggere le curve e rifare le lastre?" - chiedo - "...hm... si ok.".
Vado in prestampa, correggo le TVI quel tanto che basta per compensare le anomalie della macchina da stampa e rifaccio le lastre. Lastre ricaricate in macchina, avviamento e ... TADAA ! Ora i risultati misurati sono ok. Chiedo al titolare, "Come va?", lui osserva silenzioso ... "Perfetto! Vai Marcello fai la tiratura!".
Le curve sono pronte, dalle misurazioni si evince un vistoso problema di stampa sui castelli del nero e del magenta. Lo faccio presente al responsabile prestampa ed al titolare, ma loro decidono che queste anomalie non possono essere ricercate nella macchina da stampa e devono essere compensate con le curve TVI. Io rispondo "Ok, possiamo compensare queste differenze con le curve, è una vostra libera scelta, però sappiate che se la macchina da stampa si comporta diversamente fra un castello e l'altro un motivo dovrà pur esserci. Non sarebbe anche il caso di pianificare un controllo sulla macchina da stampa, per fare in modo che gli schiacciamenti siano omogenei su tutti i castelli?". Loro irremovibili mi chiedo di "aggiustare" il problema solo con le curve. "Già," - penso - "la soluzione più economica vince sempre!".
Come prova finale il titolare decide, visto che il suo cliente è qui ed è in attesa di partecipare all'avviamento, di usare le nuove curve su un lavoro che sta andando in stampa proprio adesso.
Facciamo le lastre, poi le portiamo in sala stampa. Marcello lesto prepara la macchina e nel giro di poco escono i fogli sporchi. Si fa il registro ... si va in carica ... ecco le prime copie "buone" appoggiate sul banco macchina. Il soggetto stampato è composto da fotografie d'arte, interni di una villa d'epoca, statue di marmo lucido, in alcune aree si vedono particolari chiarissimi, in altre colori sgargianti.
Titolare e cliente li osservano in silenzio per lunghissimi interminabili secondi, poi il titolare sbuffa "...no! Non ci siamo! Non vedi come l'immagine è spenta? Non vedi che non urla???"
Altra pausa di silenzio, tutta la sala stampa è immobile ora in attesa di un singolo giudizio, in sottofondo il ronzio della 6 colori che gira lentamente, placida. Osservo il cliente che guarda le stampe con l'espressione di chi non sa esattamente dove dover guardare. Però lo fa con precisione assoluta, avvicinandosi ed allontanandosi dal foglio stampato con il viso crucciato. Poi guardo Marcello, che con la sua solita aria annoiata aspetta semplicemente gli ordini del titolare. "Manca contrasto! Il colore deve essere più vivo! Il nero più scheletrico! Marcello dai! Alza il nero ... abbassa il Magenta!". L'avviamento va avanti per diverso tempo durante il quale Marcello non fa una misura che sia una, ed il titolare, guardando il foglio stampato, gli chiede di aumentare od abbassare le densità dei colori andando ad occhio. Nero e magenta sono i canali più critici. Dopo molte correzioni sui calamai e numerose stampe di prova, non resisto e decido di intervenire. "Scusate, posso verificare gli schiacciamenti?" - chiedo - "Si prego!" - risponde il titolare. Faccio le dovute misure, ed in effetti gli schiacciamenti di Nero e Magenta non sono ancora a posto. "Così non ne usciamo..." - dico. "Posso correggere le curve e rifare le lastre?" - chiedo - "...hm... si ok.".
Vado in prestampa, correggo le TVI quel tanto che basta per compensare le anomalie della macchina da stampa e rifaccio le lastre. Lastre ricaricate in macchina, avviamento e ... TADAA ! Ora i risultati misurati sono ok. Chiedo al titolare, "Come va?", lui osserva silenzioso ... "Perfetto! Vai Marcello fai la tiratura!".
Sapete come è andata a finire?
Il cliente si è comprato uno spettrofotometro, ha fatto fare un corso di cromia ai dipendenti e sta iniziando ad applicare il metodo scientifico per la calibrazione della macchina da stampa.
Buona misurazione.
Il cliente si è comprato uno spettrofotometro, ha fatto fare un corso di cromia ai dipendenti e sta iniziando ad applicare il metodo scientifico per la calibrazione della macchina da stampa.
Buona misurazione.
20.7.17
Quando è grande un micron ? - viaggio nel microcosmo (reloaded)
A distanza di due anni dal precedente post, ritorna un grande classico della scienza moderna.
Per rispondere alla domanda:
"Quanto è grande un micron?"
Basta cliccare sul link sottostante.
Oppure questa versione per i nostri amici anglosassoni:
http://www.maurolussignoli.it/video_micronsv3_720p_eng.htm
Buona visione.
Etichette:
Tecnologia,
Video
6.6.17
Misurare le lastre flexo con QEA IAS @ Anderson & Vreeland
Link al sito del creatore del video:
https://www.andersonvreeland.com
Link al sito del produttore:
http://www.qea.com
Buona visione.
8.5.17
Print Odyssey - Printing survival kit
Perché dare per assodate quelle che sono le vostre conoscenze?
Perché cercare di descrivere quello che potete mostrare dal vivo?
Print Odyssey non è un semplice campionario, è uno strumento essenziale per ogni grafico, creativo, o professionista della stampa.
Le misure finite, le pieghe, le tipologie di stampa, le finiture... osservate, tastate, è tutto a portata di mano.
Link ufficiale:
http://printodyssey.com
Buon acquisto.
3.5.17
Solo "Manico" o metodica applicazione della "Tecnologia"?
In un gruppo di discussione ho posto il seguente quesito:
"Quanti di voi lavorano nel Packaging? Ad es. stampa Flexo su film, carta, etichette; dove il brand-owner richiede una riproduzione cromatica ripetibile e sempre fedele al campione di riferimento. Quanti hanno esperienza di riproduzione cromatica fedele sul prodotto stampato? Quali sono le migliori metodologie che consigliate per garantire una corretta resa cromatica, costante e ripetibile?"Ok, la domanda era volutamente un pochino troppo ambiziosa e complessa, presupponeva una risposta decisamente lunga, tecnica ed articolata, quindi difficilmente comprimibile nelle poche righe di un socialmedia. Alcune risposte (che potete consultare qui), benché sintetiche, hanno voluto esprimere i seguenti concetti:
- Usa i pantone punto
- Usa i profili colore "certificati"
- Usa il Chromalin
- La "riproduzione cromatica ripetibile e sempre fedele" è una "leggenda metropolitana"
- Ci vuole il "manico dello stampatore"
- Un contratto di fornitura che prevede scostamenti cromatici basati su deltaE lo devo ancora vedere e devo ancora conoscere il p...a (grafico o tipografo) che accetta un contratto del genere!
Visto che qui ne abbiamo la possibilità, cerchiamo di approfondire qualche punto:
- I pantoni sono importanti, ma non sono tutto. Non crediate che basti scegliere un colore a monitor o su una mazzetta per riuscire a riprodurlo esattamente così come lo vedete.
- I profili colore ICC sono importanti, ma non sono tutto. Non fate l'errore grossolano di assegnare un profilo colore ICC a casaccio. Da questa vostra scelta possono nascere molti fastidi sia in prestampa che in stampa.
- Usate prove colore adatte al lavoro che state stampando. Fogra39 non è la panacea di tutti i mali. Ad es chiedetevi: "Fogra 39 è adatto per simulare una stampa su cartoncino microtriplo?"
- Questo è vero solo per chi non ha gli strumenti e le metodologie di lavoro adatti. Gli altri professionisti sanno come ottenerla, e mantenerla costante nel tempo.
- Certo, è ovvio, ci mancherebbe che lo stampatore non svolgesse il suo lavoro con il massimo della professionalità, così come ci vuole il manico in prestampa, ci vuole il manico nella preparazione delle lastre etc. etc. Ricordatevi; è la sommatoria delle competenze di tutta la filiera a fare di una stampa un ottima stampa. Il macchinista non potrà mai sopperire a degli errori commessi in fase di preparazione lastra, così come il responsabile lastre non potrà mai sopperire a degli errori commessi nella selezione colore, così come il responsabile prestampa non potrà mai sopperire a degli errori commessi in macchina da stampa...
- Si, vabbè... chissà come fanno i brand-owner ad ottenere stampe sempre fedeli, costanti e ripetibili dei loro marchi? Ah, già... si affidano alla fortuna ed al "manico" del macchinista! 😜
Buona progettazione del vostro stampato.
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